Preghiera del Socio

Signore!
Ti ringraziamo per averci fatto incontrare con animo fraterno, secondo le regole di vita lasciateci dai nostri padri, all’ombra della nostra bandiera che è la stessa che da Loro ci fu consegnata e che noi, col Tuo aiuto, consegneremo ai nostri Figli.
Signore, dacci la forza di vivere in dignità di uomini e in libertà di cittadini, nella fede del passato da cui abbiamo radice.
Aiutaci a sentirci uniti e compresi nel vivere insieme: con i nostri Padri e con i nostri figli, con i nostri simili tutti, con i maestri e gli allievi.
Guidaci verso il reciproco amore ed allontana da noi, dalle nostre case, dalle campagne, dalle botteghe, dalle officine, dagli uffici, dalle strade, dalle piazze i germi di odio e di contrasti, di violenza e di lotta sleale o che non porti al naturale sviluppo della nostra società.
Signore, fa’ che sul nostro viso, stanco e sudato durante la giornata di lavoro, ma illuminato dall’orgoglio del dovere compiuto, si possa leggere e scoprire il contributo offerto al bene dei nostri simili.
Fa’ che il battito del nostro cuore si raccordi ancora alla campana della Chiesa che ci richiama al colloquio con Te, ed al tocco della torre civica che ci segnala le tappe del dovere di cittadini!
Signore, aiutaci a rimanere con Te e in Te – e quindi in noi e fra noi, – con lo stesso spirito di solidarietà e di fraternità, con cui i nostri Sodalizi hanno percorso tanto strada nel passato; ridonaci la fede nel nostro destino e, con la fede, l’amore e la fiducia nel lavoro per i nostri figli e per i figli dei nostri figli.
Alimenta e conserva in noi quel seme di creatività del lavoro operaio e artigiano che Tu ci hai donato, perché possiamo sentirci operatori del Tuo disegno e della Tua volontà.
Signore, comprendi e perdona i nostri peccati di negligenza e di superbia, di violenza e di disaffezione per il lavoro e la società, i nostri egoismi e le aggressioni alla vita, allo Stato, alla natura, ai nostri stessi sentimenti. Solamente così “la stretta di mano”, che è scolpita nel nostro simbolo associativo come poesia vivente di solidarietà, potrà staccarsi dalla fredda immagine, animarsi di stimoli e di propositi, stagliarsi nella nostra vita di ogni giorno e comprenderci in un abbraccio che ci porti a Te, nella serenità di uomini umili e forti, liberi e generosi, destinatari e protagonisti insieme del destino che ci hai assegnato. Benedici, Signore, il sudore della nostra fronte, la pulizia delle nostre case, l’ordine dei posti di lavoro, la pace dell’anima e i colori della nostra bandiera.

Grazie Signore!

di Donato Palazzo

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