Il maestro Agostino Di Ciaula

Una vita per il canto lirico il maestro Agostino Di Ciaula
(Bari 1.6.1926 Martina Franca 22.8.2011)
- scopritore delle voci – creatore della nuova tecnica di canto.

Bellissima voce nobile di basso profondo, drammatico, nel 1970, già cofondatore con Mario Caroli dell’Associazione“Francesco Griffi”, Agostino- per far conoscere, amare il melodramma, insegnare ai giovani il nuovo metodo di canto da lui promosso ha creato, in via Virgilio in Martina, una seconda associazione culturale musicale, intitolata a Giuseppe Aprile. Questi famoso contraltista, fervido compositore e insegnante, figlio di un notaio, definito da Mozart “voce d’angelo”, padre di tutti cantanti, maestro di Cimarosa, nato secondo i registri della nostra parrocchia il 28.10.1732 in Martina Fr.e non in Bisceglie nel l738 come disse il Fetis, dopo i trionfi strepitosi dei teatri europei da lui calcati per decenni., tornato a Martina nel l770, aprì una scuola di musica e di canto, ivi morì l’8.1.1813, come precisato dal Marinò, documentato, attento storico ricercatore infaticabile.
Con la scuola di perfezionamento del canto lirico gli allievi del Di Ciaula, paziente, cordiale insegnante, sempre disponibile, abile nello scoprire e formare le voci, nel salone dei concerti del Palazzo Ducale si sono esibiti mensilmente per diversi anni e nel saggio accademico annuale nel l’esecuzione dei brani scelti delle opere; alcuni di essi anche nel festival Valle d’Itria, applicando il segreto originale della nuova tecnica, diversa per ogni singolo allievo, creata da “Agostino”.
Invero con il suo metodo se le voci applicano nell’esercizio vocale delle scale, l’uso originale dei cosiddetti “picchiettati” come da lui impostati, perfezionati ed eseguiti con l’uso del diaframma nel canto per l’emissione del fiato, con la dovuta posizione delle labbra e della lingua secondo i consigli del Di Ciaula, tenuta bassa e morbida, acquistano estensione, colore e pastosità, riescono così a raggiungere bellamente non solo il do sopracuto, ma pure il fa altissimo che non è un falsettone.
In tal modo s’ingrandisce il volume, s’abbellisce il colore del timbro, si completa senza sforzo e naturalmente la dovuta chiarezza delle note e delle parole del libretto.
Con il metodo di canto del maestro Di Ciaula il delicato soprano Roberta Zaccaria ha calcato le scene del teatro del festival Valle d’Itria, il polivalente interprete barese baritono Gianfranco Zuccarino canta nel San Carlo, il tenore lirico Gianni Nasti raggiunge il do naturale acuto intonato, melodioso e squillante, il soprano Anna Antillo esibisce bellezza di voce, tecnica e dizione perfetta, il tenore Minardi sostiene le ardite note del fa sopracuto con grazia e volume, il soprano lirico Patrizia Fedele del coro del Petruzzelli con piacevole voce scura si rivela con il baritono Renato Bruson a Montecarlo e in Giappone in Traviata, il delizioso soprano Tina Abbracciavento, i due Maria Miali cantano perfettamente le romanze del Sansone e Dalila e della Traviata.
. Il regista nazionale, scrittore di vaglio del testo dei drammi, Clarizio Di Ciarla, che all’inizio sembrava snobbare, ma solo apparentemente, gli insegnamenti dello zio Agostino, nella regia del Valle d’Itria ha usato e tuttora usa nell’insegnamento della regia il ritrovato tecnico vocale dello zio Agostino, che ritiene oggi di assoluta utilità, e indispensabile nelle recite di canto.
Ettore Papadia, sensibile direttore d’orchestra, famoso pianista, accompagnatore al pianoforte, celto dai celebri cantanti lirici, ha tenuto il Master d’Interpretazione lirica alla “Ionion University” di Corfù con il metodo del Di Ciaula, e il prossimo anno terrà il Master nell’Istituto Superiore delle scuole di Madrid e Valencia; nell’insegnamento del nostro festival usa la tecnica del suo maestro Agostino con lusinghieri risultati tanto che lui stesso ricava senza falsettone il fa sopracuto naturale bello e squillante.
Il Di Ciaula affermava: tutti possiamo parlare bene applicando la dovuta dizione, tutti possiamo cantare bene con la giusta tecnica. Nei suoi primi studi condotti a Bari, suo paese d’origine, fu allievo della maestra Gina Barbone Toller (compagna di studi di Del Monaco) ivi debuttò a 17 anni. Trasferitosi con la sua famiglia a Martina studiò a Roma nella scuola del Fancella, maestro di canto del grande tenore Mario Del Monaco. Agostino, per la profonda modestia che gli era congegnale, pago com’era di realizzare il suo sogno di far conoscere la lirica ai giovani, non mi ha mai detto, d’aver conseguito la qualifica di ”cantante”, quindi di maestro, nella celeberrima R. Accademia Filarmonica di Bologna fondata nel 1666. Non ha mai rivelato d’avere ricevuto l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana dal presidente Saragat e nel 2005, quella di “Commendatore” dal Presidente Ciampi e di essere confratello della congrega del Carmine in Martina. Tali notizie sono scaturite solo di recente a seguito della fortuita lettura degli attestati tenuti nascosti. Si è venuto a sapere che Agostino dopo i dovuti esami sostenuti il 13.6.1972 ha ricevuto il diploma di cantante rilasciato l’8.9.1972 dal rumeno Sergio Celibidache, famoso direttore d’orchestra, presidente della Filarmonica di Bologna, ove si era diplomato nel settecento pure il nostro Giuseppe Aprile.
Il maestro Di Ciaula, che dalla culla aveva ricevuto dal padre la passione per la lirica, accolse con entusiasmo l’idea del dr. Alessandro Caroli, vice direttore della Rai, di fondare a Martina il” Festival della Valle d’Itria”, pertanto contribuì a realizzarne la nascita concretamente.
Invitato dal Caroli, ideatore e fondatore, Presidente ed esecutore del Festival, sottoscrisse come socio l’atto notarile del 1975 di Costituzione e dello Statuto con rogito del notaro Luca Torricella. Nominato dal Caroli fu Maestro del palcoscenico nel terzo anno dell’attività del Festival e nella recita prestigiosa dell’opera Norma, così come voluta fortemente dal Caroli, accolse l’idea di questi di attuare nell’esecuzione il giusto rispetto del colore delle voci voluto dagli autori delle opere.
Con assoluta fedeltà al testo scritto nella Norma martinese del 1978 fu rispettato così il colore delle voci ideato da Bellini, voluto dal Caroli, fu scritturato così il soprano americano Lella Guberly che brillò in Adalgisa, cantò nella voce di mezzo soprano la famosa Grace Bumbry nel ruolo di Norma, in contrasto con l’errata esecuzione dei grandi teatri. L’edizione del Caroli suscitò il dovuto apprezzamento nel mondo della lirica e particolarmente del Milo, attirò in Martina i critici e i melomani internazionali. Molti teatri eseguirono l’edizione di Norma così come attuata dal Caroli e dal festival martinese rinacque il melodramma senza i tagli, le trasposizioni, il cambio di colore dei timbri dei personaggi che operavano erroneamente gli impresari dell’epoca nelle esecuzioni.
Agostino mi regalò la copia del Varotti, stampata il 22.2.1986 (trascrizione, revisione, creazione del basso continuo) del Magnificat di Giovanni Paisiello Taranto 9.5.1940- Napoli 5.6.1816, cantico della Beata Vergine per soli, coro a 4 voci miste violini, viole, bassi – organo- composto a S, Pietro burgo nel 1782 per S.A.Imperiale la Gran Duchessa di tutte le Russie. Detta copia scelta e ottenuta con difficoltà mi fu data con la dedica””21.6.1987 All’amico fraterno con tanto affetto Agostino “”.
Nello stesso modo si comportava, con tutti, amorevolmente, con la moglie, figlia, con gli amici Angelo Abbracciavento, con Vito Chirulli (celebre voce piacevole e possente di baritono nelle trasmissioni della Rai di Torino degli anni 70-attualmente elegante mobiliere ricercato in Martina con negozio in via Taranto), con il colto tipografo, suo collaboratore Giovanni Genco, che regolarmente gli stampava gratis gli inviti delle recite bimestrali, con Raffaele La carbonara garbato tenore di grazia, nel gioco del tressette, con l’affermato industriale leccese, laborioso Antonio Domenico Scrimieri, mai domo nel gioco della scopa.
L’arte musicale di canto della nuova tecnica originale del Di Ciaula va continuata ufficialmente. L’avv. Francesco Terulli -da buon mecenate- non manca di incoraggiare le manifestazioni d’arte -fra l’altro il 15.4.2011 alla guida del consiglio d’amministrazione della Società operaia, consegna in Roma al 1° presidente della Cassazione, prof.Ernesto Lupo, il premio Medaglia d’oro di Nuove Proposte -, il 29 giugno scorso ospita nel salone della società il “ saggio di violino” degli allievi della prof. Didi Tartari, il 19.11.2011 il concerto vocale del tenore Gianni Nasti, del soprano Grazia D’Aversa- violinista Didi Tartari, al pianoforte Ettore Papadia.
Il Teruli, presidente della Società Operaia, bravo nel diritto, dovrà impegnarsi per creare in Martina Franca la dovuta scuola statale di musica anche per valorizzare il metodo Di Ciaula.
VITO SANTORO

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2 risposte a Il maestro Agostino Di Ciaula

  1. Un abbraccio da Milano, Fantastico articolo.
    firmatoimbianchino bergamo

  2. prezzo Finale scrive:

    Senza ombra di dubbio un ottimo post. Seguo con entusiasmo il blog http://www.somsmartinafranca.it. Continuate in questo modo!

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